Imprese italiane: l'identikit del manager del futuro

Scritto il 28/09/2022
da


Tra i 30 e i 40 anni, donna, con alle spalle una formazione di tipo scientifico, incarico apicale o comunque con riporto diretto ai vertici aziendali: è l'identikit del professionista della sostenibilità che emerge dalle risposte, con i valori più significativi, raccolte nel Sustainability Career Compass, un'indagine condotta da Sustainability Makers - il network che raccoglie i manager e professionisti della sostenibilità - in collaborazione con ALTIS - Alta Scuola Impresa e Società dell'Università Cattolica del Sacro Cuore - e Università degli Studi di Milano.

La ricerca - discussa e commentata nel corso di un panel, in Bocconi, nell'ambito della decima edizione del Salone della CSR e dell'innovazione sociale - ha permesso di evidenziare le tendenze evolutive registrate negli ultimi anni nelle professioni legate alla sostenibilità nei diversi ambiti di occupazione. "Questa ricerca dimostra l'affermazione dei professionisti della sostenibilità nel tempo - spiega Matteo Pedrini, professore ordinario di economia aziendale, vice-direttore di ALTIS e direttore scientifico di Sustainability Makers e del Corso 'Professione Sostenibilità' - Qualche anno fa i dati erano molto differenti, e soprattutto il nesso tra i professionisti e il vertice aziendale è cambiato radicalmente. I professionisti infatti sono figure sempre più coinvolte nelle strategie e nelle politiche dell'azienda, sempre più in contatto con i veri decisori dell'impresa e il top management. Stanno quindi contribuendo ad una transizione ecologica delle aziende portando il loro sapere sugli stakeholder, le loro visioni sulle tendenze attuali; e quindi definendo obiettivi sfidanti ambientali e sociali sfidanti in collaborazione con gli stessi vertici aziendali".

La ricerca ha permesso di osservare una significativa crescita delle percentuali di professionisti della sostenibilità che provengono da una formazione di tipo scientifico, dal 14,2% del 2020 al 20,3 % del 2022. Allo stesso tempo emerge come una quota sempre crescente di professionisti abbia frequentato un percorso di studi che sia già focalizzato attorno ai temi della sostenibilità, un dato che evidenzia come la professione della sostenibilità sia ormai consolidata.

Ma per il futuro?

Visto che i temi della sostenibilità coinvolgono sempre più e in modo sostanziale tutte le aree dell'organizzazione aziendale avrà ancora senso una figura professionale specifica impegnata sulla sostenibilità? "Questa è un po' la novità che emerge dall'indagine di quest'anno che ha cercato proprio di indentificare le prospettive di sviluppo di queste professioni. Ne emerge un panorama molto dinamico - prosegue Pedrini - Abbiamo aziende più mature che cercheranno professionisti delle sostenibilità da inserire come figure junior all'interno di unità organizzative già esistenti. Ma cercheranno anche persone con competenze di sostenibilità da inserire nelle funzioni tradizionali; quindi: una persona che ha competenze tecniche di marketing più competenze di sostenibilità. Chiamiamo questo fenomeno come 'ruoli ibridi'. Le imprese invece meno mature sulla sostenibilità, cercheranno esperti e specialisti della sostenibilità. I nostri dati dicono che la grande delle aziende, più della metà, prevede di estendere il numero di persone che operano intorno alla sostenibilità nei prossimi tre anni".

Tra le molte preziose indicazioni che emergono dalla ricerca, infine, c'è anche quella relative alle competenze richieste ai professionisti della sostenibilità: se quelle tecniche sono importanti per collocarsi nel mondo del lavoro, ancor di più lo saranno quelle soft - si evidenzia - e in particolare quelle attorno ai processi di change management.